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Libia: report di maggio 2024

Il primo ministro del Governo di Unità Nazionale (GNU), Abdul Hamid Dbeibah, ha incontrato a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Al centro delle interlocuzioni la gestione dei flussi migratori e la diversificazione energetica. In particolare, Dbeibah ha reiterato l’urgenza di implementare l’accordo per il controllo frontaliero stipulato fra Tripoli e l’UE. Il controllo dell’immigrazione irregolare resta dossier chiave anche alla luce delle elezioni europee previste tra il 6 e il 9 giugno.

Frattanto, la Francia opera per stabilizzare la situazione militare del paese. Rappresentanti di Stati Uniti, Italia e Regno Unito si sono riuniti a Parigi per valutare la costituzione di un esercito libico unificato, in modo da reintegrare l’Esercito Nazionale Libico di Khalifa Haftar e le milizie affiliate al GNU sotto un unico comando. Affidata all’inviato speciale dell’Eliseo Paul Soler, l’iniziativa – sinora in stato embrionale – dovrebbe appoggiarsi al Comitato 5+5, costituito nel 2020 da ufficiali affiliati a entrambi i governi del paese.

Inoltre, continua a ritmo serrato l’attività russa in Cirenaica. Il viceministro della Difesa russo, Yunus-Bek Yevkurov, ha incontrato a Bengasi il ministro della Difesa del Governo di Stabilità Nazionale (GNS), Ahmed Houmeh. Al seguito di quest’ultimo anche Khaled Haftar, figlio del feldmaresciallo, noto per le proprie posizioni filorusse. La visita di Yevkurov – la quinta effettuata in Libia dallo scorso agosto – segue i movimenti di truppe russe rilevati in aprile presso le basi di Al-Jufra e Brak al-Shati, accompagnate dall’arrivo a Tobruk di massicce forniture militari da Mosca. Secondo alcuni osservatori, le operazioni nell’area preluderebbero alla riorganizzazione degli ex-mercenari Wagner in un corpo armato direttamente controllato dal Ministero della Difesa di Mosca. L’incontro tra Yevkurov e Khaled Haftar fa da contraltare alle interlocuzioni tra Saddam Haftar e un gruppo di imprenditori statunitensi interessati a investire nel sito libico di Susa: segnalato a fine maggio da fonti interne, il colloquio sarebbe avvenuto a Roma e rifletterebbe la maggiore apertura di Saddam all’Occidente.

Novità di rilievo, infine, nel settore energetico. L’Autorità di Controllo Amministrativo di Tripoli ha revocato la sospensione delle funzioni di Mohamed Aoun, ministro del Petrolio il cui incarico era stato interrotto a fine marzo a seguito di accuse di corruzione. Tuttavia, il premier tripolino Dbeibah ha confermato che il dicastero continuerà ad essere guidato dal sottosegretario, Khalifa Rajab Abdul Sadiq, anche dopo la chiusura dell’indagine. La sospensione di Aoun aveva suscitato speculazioni sul deterioramento dei rapporti tra il ministro e il titolare della National Oil Company libica, Farhat Bengdara, la cui nomina a capo della parastatale era stata, nel 2022, frutto di un’intesa informale tra Dbeibah e Haftar. Pomo della discordia sarebbe il controverso accordo tra NOC e un consorzio Eni-ADNOC-TotalEnergies per lo sfruttamento del giacimento Hamada NC7, apertamente osteggiato da Aoun e favorito da Dbeibah e Bengdara.

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