Approfondimenti

Il coinvolgimento dell’Arabia Saudita nel conflitto in Iran e la delicata posizione dell’Iraq

Il teatro di guerra iraniano si è ulteriormente espanso tramite le operazioni militari dei sauditi in Iraq: i rischi e le conseguenze di un nuovo potenziale fronte. L’Iraq e la questione delle milizie armate filoiraniane

Il teatro delle operazioni belliche tra Stati Uniti e Iran si è ulteriormente espanso la settimana scorsa quando l’Arabia Saudita ha deciso di intervenire militarmente contro le milizie sciite filoiraniane presenti nel vicino Iraq. Com’è noto l’Iraq, nelle sue linee di faglia identitarie, ha un importante legame politico-religioso con l’Iran in quanto ospita una delle più rilevanti minoranze di fedeli sciiti del mondo islamico, con santuari e città simbolo di tale confessione: basti pensare, su tutti, a Kerbala e al martirio di Hussein, ricordato simbolicamente ogni anno nel giorno dell’Ashura, dove grandi numeri di pellegrini giungono per le celebrazioni dal vicino Iran.

Le cronache recenti alla luce dell’intervento militare saudita in Iraq: tra tentativi diplomatici e tensioni militari

A luglio, milizie irachene legate a Teheran - parliamo di Kataib Hezbollah, Asaib Ahl al-Haq, Harakat Hezbollah al-Nujaba e Badr - avevano preso di mira infrastrutture dell'Arabia Saudita in vari attacchi. La fine di luglio non è stata scelta a caso come periodo per l’offensiva: il nuovo Primo Ministro iracheno, Ali al-Zaidi, si era difatti recato negli Stati Uniti prima di tornare a Baghdad e di compiere visite diplomatiche in Iran e Turchia.

Zaidi aveva altresì in agenda una visita diplomatica anche in Arabia Saudita: visita poi annullata per via degli attacchi delle milizie sopracitate. Riad e Washington hanno risposto agli attacchi con operazioni militari in tutto l'Iraq, portando all’eliminazione di molti membri di queste formazioni paramilitari irachene. Le milizie hanno poi minacciato di rappresaglia l’Iraq se il governo non avesse reagito.

Tali involuzioni mettono Baghdad in una situazione difficile e delicata, coinvolgendola gradualmente nelle tensioni e intrappolandola in un sistema politico-militare di difficile gestione, dove tali milizie rischiano indirettamente di dettare l’agenda irachena. Evitare il rischio che l’Iraq si trasformi in una realtà simile al Libano con Hezbollah, uno Stato all’interno dello Stato, diviene quindi la priorità per la stabilità regionale.

Le reazioni degli Stati arabi: possibili rischi e conseguenze

Data la criticità dell’elemento delle milizie armate irachene e del loro ruolo a fianco di Teheran, non si sono fatte attendere le pressioni politico-diplomatiche da parte degli alleati regionali di Washington. Oltre all’Arabia Saudita, anche Giordania, Kuwait e Siria hanno infatti ufficialmente informato Baghdad che reagiranno in caso di attacco da parte di quei gruppi che operano dal territorio iracheno. Dal canto suo, il governo iracheno, ha reso noto alle agenzie di stampa come stia cercando di rassicurare questi Paesi circa l’impegno a fare tutto il possibile per prevenire qualsiasi attacco sui loro territori[1]. Tali dichiarazioni vanno nella direzione auspicata, ma richiedono un follow up più concreto sulle richieste dei Paesi arabi e di Washington, ossia l’implementazione del complesso disarmo delle milizie. Da ultimo, conviene analizzare le dichiarazioni dei sauditi all’indomani delle operazioni militari in Iraq, dove Riad ha voluto specificare che l'attacco aereo condotto dal Regno in territorio iracheno era avvenuto dopo aver esaurito tutte le opzioni politiche e diplomatiche e aver esercitato la massima moderazione nei precedenti mesi di guerra. I media del regno saudita hanno altresì comunicato come l’Arabia Saudita tiene molto alle relazioni bilaterali con l'Iraq, sia con il governo che con il popolo, e che l'attacco aereo non era diretto contro il governo iracheno. Prove tecniche di tentativi di ricucitura diplomatica di nuove ostilità all’interno di un contesto regionale in subbuglio: le prossime settimane ci diranno se questi sforzi siano risultati in qualche modo sufficienti.


[1] Iraq reaffirms pledge to prevent attacks on neighboring countries from its territory,

https://www.arabnews.com/node/...

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