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Inaugurata ad Abu Dhabi la Casa della Famiglia Abramitica

Inaugurata ad Abu Dhabi la Casa della Famiglia Abramitica, simbolo del dialogo interreligioso e del riavvicinamento tra popoli. Il punto di Anna Cossiga

Il 16 febbraio è stata inaugurata ad Abu Dhabi la Casa della Famiglia Abramitica, la cui costruzione era stata annunciata dopo la visita di Papa Francesco negli Emirati del 2019. La Casa è stata definita “la manifestazione fisica del Documento sulla Fratellanza Umana”, firmato in quell’occasione dal Pontefice e dal Grande Imam dell’Università di Al Azhar, Ahmed Al Tayeb[1], alla presenza di 400 leader religiosi, mirato a promuovere la coesistenza tra i popoli e a combattere l’estremismo.

Il complesso, che sarà un centro per il dialogo, la conoscenza reciproca e la pratica dei fedeli, comprende una moschea, una chiesa e una sinagoga, dedicati rispettivamente all’imam Al Tayeb, a San Francesco d’Assisi e a Mosè Maimonide, grande figura dell’ebraismo medievale. Le tre costruzioni sono di uguale misura e altezza e ciascuna rappresenta i codici architettonici delle tre culture che vedono in Abramo il loro padre.

Ad inaugurare ufficialmente la Casa sono stati lo sceicco Saif bin Zayed Al Nahyan, vice-primo ministro e ministro degli interni, e lo sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, ministro della tolleranza e della coesistenza[2].

“La Casa della Famiglia Abramitica - ha dichiarato il suo Presidente Mohamed Khalifa Al Mubarak - è il simbolo dei valori emiratini di mutuo rispetto e di coesistenza pacifica rappresentati dal nostro fondatore, Sceicco Zayed”[3]. “Il mondo - diceva infatti il Fondatore - compresi gli stati, non è che un gruppo di famiglie che vivono le une vicine alle altre”[4] . Anche il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed, ha ricordato che il suo paese ha una lunga storia di persone appartenenti a diverse comunità che lavorano insieme per creare nuove possibilità[5].

Alla cerimonia erano presenti il cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, e il rabbino David Rosen, Direttore per gli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee, con sede a Gerusalemme. Anche i due rappresentanti della chiesa cattolica e dell’ebraismo hanno espresso la loro soddisfazione per l’inaugurazione del complesso, per la cui realizzazione sono serviti quasi tre anni[6]. Il cardinal Guixot ha commentato che la Casa rappresenta “un ritorno all’essenziale: l’amore per il prossimo”[7].

Gli Emirati Arabi Uniti hanno fatto della tolleranza, della convivenza tra culture diverse e della lotta agli estremismi alcuni dei principali cardini della propria politica, interna ed estera. Forti degli ottimi rapporti economici con numerosi paesi e focalizzati su una politica estera di equilibrio tra le varie forze presenti sullo scacchiere internazionale, gli EAU si considerano “una capitale globale dove le civiltà dell’Est e dell’Ovest convergono per incrementare la pace e il riavvicinamento tra i popoli”[8]. Il decimo dei “Principi per i 50”, annunciati per il 50° anniversario della nascita del paese, afferma che la base della politica estera emiratina consiste nel “cercare la pace, l’armonia, i negoziati e collaborare con i partner regionali e gli amici a livello mondiale, per raggiungere la pace della regione e del globo”[9]. La firma degli Accordi di Abramo per la normalizzazione con Israele, nel 2020, sono uno degli esempi più importanti di tale politica. Il ministro bin Mubarak Al Nahyan, inoltre, non solo ha concepito e organizzato l’incontro con Papa Francesco, ma è stato anche uno dei principali attori proprio di quegli Accordi. Il suo dicastero, creato nel 2017 dallo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente emiratino e sovrano di Dubai, ha fatto seguito alla legge federale n°2 del 2015, relativa alla lotta contro l’odio e la discriminazione[10].

La Casa della Famiglia Abramitica, che sarà aperta al pubblico dal 1° marzo, è un segno tangibile del successo degli Emirati Arabi nel loro impegno al dialogo, sia a livello politico, sia religioso. In una regione spesso colpita dal conflitto, non solo tra stati ma, spesso, anche tra le fedi e le culture, il complesso è un segno di speranza per una progressiva distensione dell’area.


[1] https://www.thenationalnews.com/uae/2023/02/17/uaes-abrahamic-family-house-to-open-on-march-1/

[2] https://www.mediaoffice.abudhabi/en/tourism/saif-bin-zayed-and-nahyan-bin-mubarak-inaugurate-abudhabi-abrahamic-family-house/

[3] Ibid.

[4] http://tolerance.gov.ae/en/default.aspx

[5] https://www.thenationalnews.com/uae/2023/02/17/uaes-abrahamic-family-house-to-open-on-march-1/

[6] https://themedialine.org/headlines/uae-inaugurates-multi-faith-abrahamic-family-house-in-abu-dhabi/

[7] Ibid.

[8] http://www.tolerance.gov.ae/en/tolerance.aspx

[9] https://www.khaleejtimes.com/news/government/full-text-uaes-principles-of-the-50-to-guide-country-in-new-era

[10] https://uaecabinet.ae/en/details/news/dubai-ruler-orders-establishment-of-office-for-minister-of-tolerance

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