Approfondimenti

La scia conservatrice si estende in America Latina: il caso della Colombia di De la Espriella

Si allunga la lista dei Paesi latino-americani parte del conservatorismo globale e attratti dall’orbita di Washington (e Tel Aviv). Come il corollario Trump della Dottrina Monroe ridisegna la mappa geopolitica delle Americhe. Il turno della Colombia.

Questa sera segna l’inizio di una nuova storia per la nazione, questa sera inizia una nuova era, un cambio di ordine[1]. Con queste perentorie parole si è espresso Abelardo De la Espriella, il vincitore delle elezioni in Colomba; un ennesimo tassello di un nuovo, rafforzato asse filo-statunitense in America Latina, che si va ad aggiungere alle vittorie elettorali di candidati conservatori filo-occidentali in Argentina, Perù, Ecuador, El Salvador, Cile e, tramite intervento militare con la rimozione di Maduro, in Venezuela.

Con una vittoria risicata sul candidato della sinistra, il senatore nonché attivista per i diritti umani Iván Cepeda, l’outsider della politica colombiana, l’avvocato e milionario imprenditore quarantasettenne Abelardo De La Espriella, ha conquistato la presidenza di uno Stato cruciale della scacchiera geopolitica d’oltreoceano, con una campagna elettorale che ha posto l'accento sulla sicurezza in chiave anti-narcotraffico, sulle agevolazioni per le imprese, su temi identitari valoriali e religiosi come sul sentimento nazionalista e, per quanto concerne la politica estera, ha promosso una sempre più stretta cooperazione non solo con gli Stati Uniti ma, come vedremo, anche con Israele. Un altro successo, se visto con gli occhi dell’Amministrazione statunitense, della ripresa dell’ottocentesca Dottrina Monroe (corollario Trump), sulla quale ci siamo già sovente soffermati negli ultimi mesi. Non è sola la Colombia in questo shift verso legami rafforzati con lo Stato ebraico se si pensa, ad esempio, all’Argentina di Milei o al Salvador di Bukele - sebbene quest’ultimo di origini palestinesi - entrambi Paesi con dirigenze politiche dichiaratamente pro Israele. Un legame, quello tra i nuovi giovani protagonisti della politica latinoamericana e Israele, che può avere sia ragioni biografiche o relative alla sfera delle convinzioni personali, ma che è senz’altro nella maggioranza dei casi, legato a un filo rosso che si estrinseca nella corrente, in grande espansione, dell’evangelismo cristiano. Un evangelismo che, sovente, si combina e si lega alla corrente del sionismo cristiano, anch’esso un fenomeno socio-religioso in forte espansione in America Latina. Un legame, quello tra le varie nuove dirigenze politiche latinoamericane e Israele che, tuttavia, come vedremo di seguito, ha altresì un piano d’azione più pragmatico.

Vediamo ora i punti più rilevanti del programma di De La Espriella combinati a quelli più generali del nuovo corso del conservatorismo latino:

  • Quell’elemento operativo e pragmatico di cui sopra, circa la vicinanza di varie nuove leadership dell’America Latina ad Israele (il Salvador su tutti), giunge anche dall’adozione di sistemi di sicurezza israeliani, a cui si lega, su un piano ideologico, l’equiparazione dei gruppi criminali locali del narcotraffico a gruppi terroristici di matrice islamica: si ricordi ad esempio la comparazione fatta dal presidente del Salvador tra il gruppo criminale del narcotraffico MS-13 e il movimento palestinese Hamas. Questa visione sfocia in un approccio manicheistica che divide il mondo in good and evil, pilastro ideologico dualista del movimento neocon statunitense negli anni della cosiddetta war on terror. Una contrapposizione che, incastonata nella dimensione religiosa evangelica e pentecostale, prende le forme di una battaglia spirituale, che ha financo portato alcuni osservatori a forgiare il termine-concetto di security theology (teologia della sicurezza)[2]
  • De la Espriella, sostenuto da Donald Trump, si è impegnato fin da subito a ristabilire gli storici rapporti della Colombia con Israele[3]. Il nuovo governo di Bogotà ha infatti testualmente dichiarato che aprirà l'ambasciata colombiana a Gerusalemme, capitale di Israele. Inoltre, il neo-ministro degli Esteri Omar Bula ha incontrato recentemente a Washington il suo omologo israeliano Gideon Saar, con il quale ha concordato una roadmap per ripristinare le relazioni diplomatiche - recise dal precedente governo di Gustavo Petro - ed eliminare altresì i visti di viaggio
  • Il neo-eletto presidente colombiano ha altresì promesso - qui emerge quel legame securitario e militare con Israele del quale abbiamo accennato in precedenza - di reprimere i numerosi gruppi armati del narcotraffico presenti in Colombia tramite sinergie militari con gli Stati Uniti e Israele
  • A questo scopo, De la Espriella ha prontamente affermato l’intenzione di Bogotà di aderire all’iniziativa politico-militare statunitense contro i cartelli del narcotraffico nota come Scudo delle Americhe. La Colombia, attualmente non fa parte di tale alleanza a guida statunitense che raggruppa i governi filo-statunitensi del mondo latinoamericano: De la Espriella ha aggiunto che, oltre ad aderirvi, la Colombia ospiterà altresì una sede di tale alleanza nella critica città nord-occidentale di Medellín. Un programma, quello ideato dal nuovo presidente colombiano che, tuttavia, non sarà semplice, se si pensa alla grandezza del Paese in termini geografici - è il quarto Stato più esteso del Sud America - e al fatto che è proprio la Colombia, tuttora, il primo Paese al mondo in termini di produzione di cocaina.


[1] Experts react: What a President Abelardo de la Espriella means for Colombia and beyond, by Atlantic Council experts,

https://www.atlanticcouncil.or...

[2][2] S. Rikkers, N. Brigden, Christian Zionism in Bukele’s El Salvador,

https://nacla.org/christian-zi...

[3] Colombia president-elect to open Israel embassy in Jerusalem, https://www.france24.com/en/li...

Notizie

L’oro africano al servizio del Cremlino

Online la prima edizione di Insight, lo special report di Med-Or Italian Foundation

Leggi la notizia
Notizie

Med-Or firma un MoU con il Ministero dell’Economia e delle Finanze di Gibuti

L’accordo definisce un quadro di cooperazione in materia di infrastrutture critiche, connettività digitale e dialogo strategico, a testimonianza del comune impegno per rafforzare i legami tra Italia e Gibuti.

Leggi la notizia
Notizie

Med-Or ospita un dialogo di alto livello su Gibuti e lo Stretto di Bab el-Mandeb

In un periodo di crescente importanza strategica del Mar Rosso e del Golfo di Aden, il seminario ha approfondito le prospettive di cooperazione in materia di infrastrutture, connettività sottomarina e resilienza energetica, mettendo in evidenza il ruolo di Gibuti quale porta d’accesso tra Europa, Africa e Asia.

Leggi la notizia