Approfondimenti

Sviluppi e dinamiche del conflitto in Iran

In quel labile confine tra prosecuzione del negoziato diplomatico e delle operazioni militari, prosegue l’eterodosso conflitto tra USA e Iran. Il punto di vista di Giorgio Cella

Il presidente Trump ha dichiarato all’emittente Fox News nei giorni scorsi che gli Stati Uniti colpiranno duramente l'Iran come rappresaglia alle azioni iraniane che hanno preso di mira le forze statunitensi in Medioriente - senza successo - mettendo nel mirino le basi US in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha comunicato di aver attaccato le basi militari americane nei due Paesi sopramenzionati in risposta ai primi attacchi statunitensi da settimane contro Teheran. La settimana scorsa, il CENTCOM ha annunciato un attacco contro quelli che ha identificato come lanciatori di razzi iraniani sull'isola di Larak, nel cruciale quanto conteso Stretto di Hormuz. L'escalation dei combattimenti nella guerra che prosegue ormai da sei mesi, è occorsa dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato al mondo un nuovo cambio di passo nell’approccio strategico per piegare l’Iran, tramite il passaggio alla guerra economica, incrementando così le pressioni su Teheran con nuove e ancor più severe sanzioni nel tentativo di infrangere la situazione di stallo del conflitto.

Non è chiaro, come emerge anche dalle pagine del New York Times[1], come questo ulteriore cambio di passo verso una nuova, ulteriore maximum pressure strategy (che combina operazioni militari con un aumentato regime sanzionatorio), possa far cambiare rotta e comportamento alla classe dirigenziale iraniana, dimostratasi resiliente e imperterrita nei decenni di sanzioni economiche; risulta dunque difficile pensare che tale nuova dottrina conduca, quantomeno nel breve termine, a una rapida fine delle ostilità.

Il tenue filo del negoziato diplomatico

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha recentemente reiterato l’appello affinché Iran e Stati Uniti tornino sui passi del Memorandum of Understanding (articolato in 14 punti) firmato dallo stesso Pezeshkian e Trump nel giugno scorso. Il presidente iraniano ha ribadito come il suo Paese sia pronto all’implementazione dei punti concordati, se vi sarà lo stesso impegno da parte dell’Amministrazione statunitense. In un post su Telegram, Pezeshkian si è così espresso circa il rispetto dei trattati: “A differenza degli Stati Uniti, il mio paese ha un record brillante nel rispetto dei suoi impegni e trattati internazionali e ha sempre agito in conformità con i principi del diritto internazionale”. Trump ha dal suo canto definito l’Iran una nazione fallita. Aldilà delle rispettive dichiarazioni propagandistiche, nei giorni scorsi è giunta l’ammissione, da parte della dirigenza iraniana, delle conseguenze dei sei mesi di offensive militari statunitensi, citando l’efficacia del blocco navale sui porti iraniani e delle sanzioni poste in essere da Washington, che hanno creato considerevoli danni all’economia del Paese con un conseguente crollo di import ed export stimato attorno al 35%[2].

A relatively little war: la retorica sul conflitto nelle parole di Trump

Rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha rilasciato dichiarazioni sminuenti circa il conflitto con l’Iran: “this is a relatively little war for us, it’s not a big war”. Incalzato dai giornalisti sulla questione della relativa scarsità di taluni munizionamenti da utilizzare nelle operazioni militari contro l’Iran, il presidente statunitense ha minimizzato, aggiungendo come “you know where the money went was Ukraine”, citando di nuovo l’assistenza a Kiev come una delle cause primarie circa la scarsità di taluni stockpile di armamenti. Tale issue, risulta invero solo uno dei vari vasi comunicanti che legano sempre più il destino dei due conflitti in un circolo vizioso strategico e geopolitico. Un destino che, rebus sic stantibus, risulta ancora oscuro, in termini di cessazione della violenza bellica e di raggiungimento di effettive soluzioni negoziali, sia per il conflitto in Europa centro-orientale che per quello in Medioriente.


[1] M. Crowely, What’s More Than ‘Maximum’? Trump Faces Limits on Iran Sanctions, New York Times, https://www.nytimes.com/2026/0...

[2] Iran’s leaders acknowledge economic toll of war, pledge diplomacy, defence, Al Jazeera,

https://www.aljazeera.com/news...

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