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Arabia Saudita: report di maggio 2024

Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita sarebbero “più vicini che mai” a raggiungere un importante accordo in materia di difesa. Sul piano economico, si segnala una battuta d’arresto nei progetti legati alla Vision 2030 nel Regno.

Nelle ultime settimane, si registrano significativi progressi nei negoziati tra Washington e Riad riguardo un accordo di mutua difesa. In particolare, l’intesa si baserebbe sul modello degli accordi in vigore tra gli Stati Uniti e i suoi alleati asiatici (Giappone e Corea del Sud) in ottica anticinese. Durante la recente visita in Medio Oriente del National Security Advisor statunitense, Jake Sullivan, questi ha incontrato il principe e primo ministro saudita, Mohammed bin Salman, con cui ha discusso della necessità di formalizzare il patto di difesa nell’ottica di una regione del Medio Oriente maggiormente integrata. Successivamente, Sullivan si è recato in Israele, dove ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu. Da notare, inoltre, che il 26 maggio, il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere di essere intenzionato a rimuovere il divieto all’esportazione di “armamenti offensivi” nel regno saudita. Nei primi mesi di insediamento, l’amministrazione Biden aveva adottato un approccio duro verso Riad, motivando la scelta del divieto all’export con la campagna in Yemen del Regno e l’omicidio di Jamal Khashoggi. Tuttavia, a partire dallo scorso gennaio – in concomitanza con gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso – gli Stati Uniti hanno rivisto la loro posizione. Sebbene la difficile normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita sembrerebbe un punto fondamentale dell’accordo di difesa, è possibile che si arrivi comunque ad un’intesa bilaterale tra Washington e Riad.

A livello economico, i progetti legati alla strategia Vision 2030 saudita sembrano registrare una battuta d’arresto. In particolare, Bloomberg riporta che il piano della città futuristica nel deserto saudita, The Line (lunga 170 km), è fortemente ridimensionato per via dei costi eccessivi e della difficile fattibilità di alcune opere. Le autorità del Regno si aspettavano che la città fosse ultimata e operativa nel 2030, con 1,5 milioni di persone che dovevano stabilirvisi. Per quella data, tuttavia, si prevede di completare solo 2,4 km del progetto, che riuscirebbe così ad ospitare circa 300.000 residenti. A costituire il maggiore ostacolo alla realizzazione dell’opera vi sarebbero alcune difficoltà materiali, come la scarsità di mezzi tecnologici e di mano d’opera a disposizione.

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