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Kenya: report di maggio 2024

Luci e ombre per l’Etiopia nell’ultimo mese. I rapporti con gli Stati Uniti hanno toccato un nuovo minimo dopo le dichiarazioni dell’ambasciatore americano Ervin Massinga. In un evento pubblico, il diplomatico USA ha attaccato il governo di Abiy Ahmed, accusandolo di violazioni dei diritti umani e invitando l’establishment etiope a cessare la repressione armata nell’Oromia e nell’Amhara per favorire una soluzione politica alla crisi e il rilascio dei prigionieri politici. Il governo di Addis Abeba ha protestato, definendo le dichiarazioni di Massinga “frutto della disinformazione e malconsigliate”. Successivamente, l’ambasciatore ha cercato di sedare le polemiche, ribadendo che le relazioni tra Etiopia e Stati Uniti rimangono forti. Nel frattempo, l’Etiopia ha annunciato di aver innalzato il livello della propria rappresentanza diplomatica nel Somaliland, da missione consolare ad ambasciata – ulteriore segnale di come Abiy Ahmed voglia proseguire lungo la via dell’implementazione dell’accordo per il Mar Rosso. Il mese si è concluso con la visita del presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, in vista del vertice Africa-Corea del Sud. Nell’occasione, il governo di Seul ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di dollari per il finanziamento di progetti di sviluppo da concordare tra le parti. Un impegno importante per l’Etiopia, considerando il perdurare dello stallo nelle trattative con il FMI.

Nel frattempo, la Russia punta a entrare nel vivo della guerra dei generali in Sudan. Il Consiglio Sovrano del Sudan ha annunciato che l’esercito è in trattative con Mosca per procedere all’apertura di una base logistica navale sulle coste del Mar Rosso (un progetto accarezzato da tempo da Vladimir Putin), in cambio di supporto militare alle SAF nella lotta contro le RSF di Hemedti. La Russia sarebbe il secondo attore straniero a supportare le SAF, che già beneficiano dell’appoggio iraniano. Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano, Blinken, ha avuto un colloquio telefonico, per ora infruttuoso, con il generale al-Burhan nel tentativo di ripristinare l’accesso degli aiuti umanitari nel paese e di riprendere i colloqui di pace tramite la cosiddetta piattaforma di Gedda. Sul campo, invece, la guerra procede con lo stallo nell’area di Al-Fasher, dove le RSF continuano a mettere sotto pressione le guarnigioni delle SAF, senza però cercare di rompere il fronte. In questo contesto, proseguono anche i combattimenti a Omdurman, mentre la situazione generale rimane quella di uno stallo tra le parti sul campo, a fronte di una crisi umanitaria crescente.

Infine, William Ruto è volato a Washington per la visita di stato negli USA su invito dell’omologo Joe Biden. Al di là del valore puramente simbolico, sono tre i risultati più importanti ottenuti dal presidente keniota: la promessa fatta da Biden di designare il Kenya come “major non-NATO ally”; la sigla di un accordo con Microsoft e l’emiratina G42 per un investimento da un miliardo di dollari nel settore digitale del paese; l’annuncio di Google della costruzione di un nuovo cavo sottomarino che collegherà Africa e Australia e che avrà un punto di ancoraggio in Kenya. La visita ha confermato la solidità delle relazioni tra Stati Uniti e Kenya e il ruolo di Nairobi come partner privilegiato per Washington nel Corno d’Africa.

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