Il Messico è travolto da un’ondata di violenza dopo l’uccisione del boss “El Mencho”
L'articolo di Francesco Zinni
Domenica 22 febbraio Nemesio Oseguera Cervantes, capo del cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), è morto per le ferite riportate durante un’operazione delle forze di sicurezza messicane. La notizia ha scatenato un’ondata di violenza che si è propagata rapidamente in diverse zone del Paese.
Considerato uno dei boss più ricercati del Messico, “El Mencho” ha fondato il cartello Jalisco Nueva Generación nel 2009 e lo ha trasformato in uno dei gruppi criminali più potenti del Paese, attivo nel traffico di droga, nelle estorsioni, nel furto di carburante e nel traffico di migranti. Resta incerto quale impatto avrà la sua eliminazione sugli equilibri criminali del Messico. In passato, operazioni di questo tipo hanno spesso prodotto due esiti diversi, un’intensificazione degli scontri con le forze governative oppure lotte interne per la successione. In entrambi i casi, a farne le spese è soprattutto la popolazione civile. Un primo segnale del rischio di escalation è arrivato subito dopo l’annuncio della morte di Oseguera. Gruppi armati legati al CJNG hanno eretto blocchi stradali e dato alle fiamme auto e attività commerciali, tra cui supermercati e banche, costringendo molti cittadini a rifugiarsi in casa e lasciando deserte le strade di Guadalajara, seconda città del Paese, e di altri centri urbani.
Le forze di sicurezza messicane hanno catturato “El Mencho” nella piccola città di Tapalpa, nello stato di Jalisco, durante un raid condotto anche grazie a informazioni fornite dagli Stati Uniti. Nel corso dell’operazione alcuni membri del cartello hanno opposto resistenza; quattro hanno perso la vita sul posto e altri tre, tra cui Oseguera, sono morti mentre venivano trasportati a Città del Messico per ricevere assistenza medica. L’eliminazione di “El Mencho” è il colpo più duro inferto ai cartelli dalla cattura, avvenuta nel 2016, di Joaquín “El Chapo” Guzmán, allora alla guida del Cartello di Sinaloa, storico rivale del CJNG. L’operazione segnala il cambio di passo imposto dalla presidente Claudia Sheinbaum nella lotta al crimine organizzato.
Fin dal suo insediamento, nel settembre 2024, la presidente ha archiviato la contestata linea del suo predecessore e mentore, Andrés Manuel López Obrador, “Abrazos, no balazos” (“abbracci, non proiettili”), giudicata accomodante e inefficace, in favore di una postura più muscolare. Ha rafforzato il coordinamento tra esercito, polizia e intelligence e ha dispiegato migliaia di truppe nelle aree più colpite dalla violenza. Ha inoltre intensificato le operazioni contro i laboratori di fentanyl, la droga sintetica al centro della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti, e ha avviato una campagna sistematica per individuare e catturare i vertici dei cartelli.
La nuova strategia del governo messicano ha anche un risvolto di politica estera. Il presidente Trump ha posto il Messico al centro di due priorità chiave della sua agenda: fermare l’immigrazione irregolare e interrompere il flusso di fentanyl verso gli Stati Uniti. Per ottenere questi obiettivi, la Casa Bianca ha messo in campo una serie di misure, fra cui l’imposizione di dazi, l’invio di truppe lungo il confine e la minaccia di azioni militari unilaterali sul territorio messicano. La cattura di Nicolás Maduro, ex presidente de facto del Venezuela, ha alzato ulteriormente la pressione su Sheinbaum, rafforzando la credibilità delle minacce americane.
In questa chiave, l’operazione migliora la posizione negoziale del Messico rispetto agli Stati Uniti, mostrando che il paese intende cooperare nella lotta ai cartelli e che è in grado di ottenere risultati concreti. Il sottosegretario di Stato americano Christopher Landau ha espresso soddisfazione per il colpo inferto al CJNG, designato da Trump come “organizzazione terroristica internazionale” nel febbraio 2025.
L’uccisione di “El Mencho” rischia, tuttavia, di aprire una fase di frammentazione. La “decapitazione” dei cartelli spesso innesca lotte per la successione e una competizione più aggressiva, con faide interne e scontri con altri gruppi. Allo stesso tempo, l’efficacia dell’attuale stretta sul narcotraffico da parte di Stati Uniti e Messico è limitata da fattori strutturali quali la domanda elevata di oppioidi dal mercato americano e la natura decentralizzata della produzione di droghe sintetiche.