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Il viaggio di Blinken in Medio Oriente

di Anna Maria Cossiga

Il recente tour del Segretario di Stato americano Antony Blinken mira a contenere le ultime tensioni tra gli Stati Uniti e la regione mediorientale, anche alla luce della crisi in Ucraina. L’analisi di Anna Maria Cossiga

Sde Boker, Deserto del Neghev

La guerra in Ucraina ha scatenato un vivace attivismo politico-diplomatico in Medio Oriente e in Nord Africa. Gli incontri tra leader regionali si sono susseguiti nello spazio di pochi giorni dettati dalla sempre più ferma consapevolezza che l’assetto internazionale sta evolvendosi da unipolare a multipolare e quindi la necessità di creare un equilibrio e governance regionale nel mondo arabo. Il conflitto, inoltre, ha creato tensioni significative tra gli USA e alcuni dei loro alleati regionali: Washington non ha infatti gradito le posizioni neutrali di alcuni paesi. Le differenze tra amici, però, possono essere gestite. È questo ciò che ha cercato di fare il Segretario di Stato americano, Anthony Blinken, nel suo tour in Israele, Cisgiordania, Marocco e Algeria, dal 26 al 30 marzo. Gli argomenti all’ordine del giorno, tutti rilevanti e strategici, sono stati numerosi: la guerra in Ucraina e le posizioni dei vari paesi nei confronti della Russia; l’Iran e i suoi proxy; la questione israelo-palestinese.

La prima tappa è stata Israele, dove si è svolto un summit, definito storico, cha ha visto insieme, oltre al Segretario di Stato e all’ospite Yair Lapid, ministro degli esteri di Tel Aviv, anche i suoi omologhi degli Emirati Arabi, dell’Egitto, di Bahrein e del Marocco. Abu Dhabi, Manama e Rabat hanno normalizzato i rapporti con Israele con gli Accordi di Abramo, fortemente voluti dagli USA, nel 2020, mentre l’Egitto è stato il primo paese arabo a firmare la pace con lo stato ebraico nel 1979.

All’arrivo in Israele, Blinken ha dichiarato che nella parte del mondo che si apprestava a visitare “gli Stati Uniti hanno interessi vitali” e vi sono alcuni dei loro “amici più stretti”. Prima di raggiungere il summit di Sde Boker, nel Neghev, si è incontrato con il presidente dell’ANP, Abu Mazen, e ha ribadito l’impegno della sua amministrazione per la “soluzione dei due stati”. In un incontro con il ministro della difesa Benny Gantz, ha esortato a “prendere misure pratiche” per supportare i palestinesi[1], ore prima del terzo in una serie di attentati che stanno di nuovo insanguinando il paese.

La preoccupazione di Israele e dei paesi del Golfo per le attività dei proxy di Teheran – Hezbollah e Houthi – e l’imminente rinnovo degli accordi sul nucleare iraniano sono stati uno dei punti chiave degli incontri. Il Segretario di Stato ha sottolineato che l’Iran continua con le sue aggressioni in Medio Oriente, ma ha assicurato che gli Stati Uniti continueranno ad affrontarlo quando minaccia i loro alleati[2] e che non permetteranno che riesca ad ottenere armi nucleari[3].

Blinken ha in qualche modo paragonato l’aggressione dell’Ucraina alla questione iraniana: se l’Iran avesse un’arma nucleare, ha affermato, o fosse in grado di procurarsela in breve tempo, crederebbe di poter agire “con un falso senso di impunità” [4]. Insomma, come starebbe facendo Mosca.

Il viaggio è continuato in Marocco e in Algeria, i cui rapporti si sono interrotti nel 2021 a causa della questione del Sahara occidentale, tema che divide i due paesi da decenni. Con gli Accordi di Abramo, l’amministrazione Trump aveva riconosciuto la sovranità marocchina sulla zona, promettendo di aprire un consolato a Dakhla[5]. Biden non ha ancora mantenuto la promessa e la questione è stata discussa da Blinken con il ministro degli esteri marocchino, Nasser Bourita[6]. In un comunicato, il Dipartimento di Stato americano ha affermato, come già fatto in altre occasioni, che gli USA sostengono, per il Sahara Occidentale, il piano di autonomia “serio, credibile e realista presentato dal Marocco per risolvere la disputa”[7]. Un altro tema degli incontri è stato il coordinamento di un partenariato sulla sicurezza regionale, compresa la lotta al terrorismo nel Sahel[8].

A Rabat, Blinken ha incontrato anche il principe emiratino bin Zayed. Nell’ultimo mese, era stata registrata una certa tensione tra USA e EAU. Abu Dhabi ha votato le due risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’ONU per la condanna dell’invasione dell’Ucraina e per l’ingresso di aiuti umanitari nel paese, ma non ha imposto sanzioni alla Russia e, non da ultimo, il 19 marzo, ha ricevuto il presidente siriano Bashar al-Assad. Ma alla fine dell’incontro, l’ambasciatore emiratino a Washington, Yousef Al Otaiba, ha dichiarato che il colloquio è servito a “far tornare le relazioni tra gli EAU e gli USA sul giusto binario”[9].

L’ultima tappa di Blinken è stata l’Algeria, dove ha incontrato il presidente Tebboune e il ministro degli esteri Lamamra. La visita avviene in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Algeri e Rabat e sullo sfondo dell’aggressione all’Ucraina della Russia, con cui l’Algeria è in stretti rapporti. Il paese, inoltre, è uno dei maggiori produttori di gas al mondo e, in questo delicato momento, al centro degli interessi europei per una possibile fornitura che sostituisca il gas russo. Tra gli argomenti di discussione era prevista anche la possibile riapertura del gasdotto Maghreb-Europa, che trasportava il gas algerino alla Spagna, attraverso il Marocco, chiuso in seguito al rifiuto algerino di rinnovare l’accordo di trasporto venticinquennale all’apice delle tensioni tra Rabat e Algeri. La richiesta di riapertura era già stata avanzata, all’inizio di marzo, dalla vice-Segretario di Stato americana, Wendy Sherman, che aveva ricevuto un rifiuto[10]. Blinken, tuttavia, “non ha parlato di questo dossier” nella conferenza stampa seguita agli incontri[11]. Ha però affermato che, dopo l’invasione dell’Ucraina, tutti i paesi dovrebbero “rivalutare” le loro relazioni con la Russia e “esprimere il loro supporto per l’integrità territoriale di altri stati”[12].

Gli Stati Uniti sembrano aver avuto successo nel diminuire le tensioni con le potenze mediorientali, anche se la visita in Algeria, probabilmente, non ha portato i frutti sperati. Tuttavia, gli incontri di Blinken con i ministri degli esteri dei più importanti paesi della regione e con alcuni dei loro leader segnalano la necessità sia da parte americana che da parte del mondo arabo di meglio gestire le relazioni al fine di creare le condizioni per un equilibrio regionale in Medio Oriente più efficace e sostenibile.


[1] https://www.haaretz.com/israel-news/LIVE-lapid-and-blinken-meet-ahead-of-israel-s-mideast-summit-1.10700744.

[2] https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-702431.

[3] https://www.state.gov/secretary-antony-j-blinken-and-israeli-foreign-minister-and-alternate-prime-minister-yair-lapid-at-a-joint-press-availability/.

[4] https://www.state.gov/secretary-antony-j-blinken-and-israeli-foreign-minister-and-alternate-prime-minister-yair-lapid-at-a-joint-press-availability/.

[5] https://www.france24.com/fr/afrique/20220331-en-alg%C3%A9rie-antony-blinken-d%C3%A9nonce-l-impact-dans-le-monde-arabe-de-l-invasion-russe-en-ukraine.

[6] https://www.aljazeera.com/news/2022/3/29/blinken-in-morocco-amid-shifts-in-regional-diplomacy.

[7] https://www.i24news.tv/fr/actu/international/1648555945-antony-blinken-au-maroc-pour-consolider-un-partenariat-securitaire-regional.

[8] https://www.lemonde.fr/afrique/article/2022/03/29/anthony-blinken-en-visite-au-maroc-pour-fortifier-un-partenariat-securitaire-regional_6119642_3212.html.

[9] https://www.axios.com/blinken-mbz-meeting-eases-tensions-uae-01843e62-dfc7-433a-bd5f-0cf339900f01.html.

[10] https://www.africanews.com/2022/03/30/algeria-blinken-thought-to-have-urged-for-gas-pipeline-to-europe-to-reopen-on-state-visit/.

[11] https://www.france24.com/fr/afrique/20220331-en-alg%C3%A9rie-antony-blinken-d%C3%A9nonce-l-impact-dans-le-monde-arabe-de-l-invasion-russe-en-ukraine.

[12] https://apnews.com/article/russia-ukraine-middle-east-africa-antony-blinken-north-africa-f3d4b0be50608327e8cdcc1057bebfe9.

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