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Israele e Giordania: prosegue il dialogo

di Anna Maria Cossiga

Un incontro tra Benny Gantz e Re Abdallah II di Giordania si è tenuto nei giorni scorsi ad Amman. L’importanza del dialogo tra Giordania e Israele.

È raro che le visite dei rappresentanti delle istituzioni israeliane in Giordania vengano pubblicizzate sui media. L’incontro tra re Abdallah II e il ministro della difesa israeliano, Benny Gantz, tenutosi ad Amman il 5 gennaio scorso, è stata un’importante eccezione.

Sia la stampa israeliana, sia quella araba, sottolineano l’eccezionalità dell’incontro, accompagnato, per la prima volta in sette anni, da una fotografia “del re che incontra un funzionario israeliano” pubblicata sul sito ufficiale del monarca giordano.

Non è comunque un segreto che Abdallah II si fosse già incontrato con Gantz lo scorso febbraio, né che il re giordano avesse ricevuto la visita del presidente Herzog e del premier Bennett, la scorsa estate; colloqui mantenuti, ufficialmente, confidenziali.

Nel meeting del 5 gennaio, Gantz ha ringraziato il sovrano per il suo ruolo nel mantenimento della pace e della stabilità nella regione e ha manifestato la sua soddisfazione per il sempre maggiore sviluppo delle relazioni tra l’attuale governo israeliano e la Giordania. Sono stati anche discussi futuri scambi in ambito civile, economico e securitario e si è parlato poi del problema siriano e della preoccupazione di entrambe le parti per una possibile escalation nella regione. Secondo alcune fonti, il direttore dell’ufficio politico-militare del ministero della difesa israeliano, Zohar Palti, avrebbe detto ai giordani che “l’amministrazione Biden ha promesso a Gerusalemme che, nel prossimo futuro, non ci sarà alcun ritiro di truppe né dalla Siria, né dall’Iraq”.

Le relazioni tra il regno hashemita e Israele, peggiorate durante l’era Netanyahu, hanno visto un netto miglioramento con l’arrivo del nuovo governo guidato da Naftali Bennett, come dimostrano non solo i citati incontri segreti e quello del 5 gennaio, reso noto dalla stessa casa reale giordana, ma anche il recente accordo, siglato in novembre con la mediazione degli EAU e degli USA, per lo scambio di energia solare dalla Giordania a Israele e di acqua da Israele alla Giordania.

È da notare che, nell’ultimo anno, l’importanza del monarca giordano quale intermediario per la stabilità mediorientale è stata ampiamente riconosciuta anche da altri Paesi della regione e, in particolare, dagli Stati Uniti, come dimostra la visita di Abdallah II a Washington in luglio. Nello stesso periodo, anche il premier israeliano Naftali Bennett ha visitato numerosi Paesi arabi, tra cui l’Egitto e gli Emirati, aprendo un’importante nuova fase dei rapporti arabo-israeliani dopo la firma degli accordi di Abramo. La visita ufficiale di Gantz in Giordania e gli incontri segreti tra le istituzioni israeliane e i massimi rappresentanti giordani sembrano un’ulteriore dimostrazione del nuovo corso e della volontà di cooperazione tra attori un tempo nemici o restii ad intrattenere reali rapporti, nonostante i trattati di pace.

Sembra anche opportuno evidenziare che l’incontro del 5 gennaio ha avuto luogo dopo quello tra il ministro della difesa israeliano e il presidente dell’ANP, Abu Mazen, tenutosi nella casa privata di Gantz lo scorso 28 dicembre. Secondo fonti arabe, re Abdullah ha apprezzato la visita, che considera “un passo importante nella stabilizzazione della regione”. Se anche i due incontri non sono da considerarsi l’uno la conseguenza dell’altro, continuano gli osservatori, certamente quello del 28 dicembre “ha facilitato ed incoraggiato i giordani a rendere pubblico quello di Amman, compresa la fotografia”.

È ben nota la posizione ufficiale del governo israeliano sulla questione palestinese e, di recente, anche il ministro degli esteri Yair Lapid, che prenderà il posto di Bennett come primo ministro nel 2023, ha affermato che neanche durante la sua leadership ci sarà una ripresa ufficiale dei negoziati con l’Autorità Nazionale Palestinese. Lo stesso Lapid, comunque, ha osservato che “non avrebbe problemi ad incontrare Abu Mazen” e il premier Bennett ha dato il proprio benestare ufficiale per i colloqui tra il presidente Abbas e il suo ministro della difesa; sia per quello più recente in Israele, sia per quello tenutosi a Ramallah lo scorso 30 agosto.

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