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La nuova intesa strategica tra gli Stati Uniti di Trump e l’Indonesia

La firma dell'accordo di partenariato in materia di difesa tra Washington e Jakarta. La politica estera dell’amministrazione Prabowo Subianto tra continuità e nuove sponde geopolitiche: gli equilibri nell’emisfero dell’Asia-Pacifico e la reazione di Pechino

Tra la doverosa centralità mediatica della situazione conflittuale in Iran e le continue tensioni tra Russia e Ucraina, e alla luce dell’importante incontro bilaterale tra Xi Jinping e Trump di questi giorni, è passato piuttosto in sordina nei media internazionali, specie in quelli del Vecchio Continente, la nuova sinergia strategica siglata nell’aprile scorso dagli Stati Uniti di Donald Trump e l’Indonesia di Prabowo Subianto[1]. Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha salutato con favore la creazione di quella che ha definito un importante partenariato di cooperazione in materia di difesa, affermando come ciò evidenzi la forza e il potenziale dei legami con Jakarta per il mantenimento della stabilità nella regione Asia-Pacifico. Proprio il 13 aprile scorso, Hegseth ha ricevuto al Pentagono il Ministro della Difesa indonesiano, Sjafrie Sjamsoeddin, col quale è stato firmato un Major Defence Cooperation Partnership: l’accordo mira al rafforzamento generale dei legami militari tra i due Paesi, a modernizzare i sistemi di difesa e a garantire la sicurezza nella regione Asia-Pacifico. Vediamo ora i temi centrali di tale partnership tra Stati Uniti e Indonesia.

L’accordo sulla difesa nelle sue dimensioni chiave:

Sono tre le macro-dimensioni dell’accordo su un piano concettuale e pratico, nel rispetto reciproco e della sovranità nazionale:

  • modernizzazione militare e sviluppo delle capacità
  • addestramento e formazione militare professionale
  • esercitazioni e cooperazione operativa

Le specifiche aree di cooperazione di difesa nel dettaglio:

  • Cooperazione rafforzata: si concentra sul potenziamento delle capacità militari dell'Indonesia e sull'espansione dell'addestramento e delle esercitazioni congiunte
  • Focus marittimo e tecnico: prevede la collaborazione sulle tecnologie di difesa di nuova generazione, inclusi i sistemi autonomi e la sicurezza marittima; progetti di difesa su sofisticate capacità asimmetriche, tecnologie di difesa all'avanguardia nei settori marittimo, sottomarino, dei sistemi autonomi e circa il rafforzamento della prontezza operativa
  • Accesso di sorvolo strategico: l'accordo fa seguito alle discussioni sulla facilitazione dell'accesso degli aerei militari statunitensi allo spazio aereo indonesiano per emergenze e operazioni di routine (accesso in seguito smentito dal ministero della difesa indonesiano, sul quale rimane un alone di incertezza e controversia circa una sua futura implementazione. Per ora non è emerso alcun documento scritto a riguardo; alla base di questa indecisione si riscontra anche la volontà di Jakarta di non voler essere coinvolta in modo troppo diretto nella competizione geopolitica regionale sino-statunitense)
  • Non è un accordo sulle basi: la partnership pone l'accento sull'addestramento e sulla condivisione di tecnologie piuttosto che sulla creazione di basi militari statunitensi permanenti in Indonesia, non intaccando in questo modo - anche agli occhi dell’opinione pubblica indonesiana - la sovranità nazionale di Jakarta

Le reazioni di Pechino all’accordo strategico tra Washington e Jakarta:

  • Il Ministero degli Esteri cinese ha espresso le sue preoccupazioni sul fatto che l'accordo tra Stati Uniti e Indonesia possa prendere di mira Stati terzi, mettendo a repentaglio la stabilità regionale a danneggiando gli interessi strategici cinesi
  • Tensione marittima: la Cina teme che il patto dia agli Stati Uniti una maggiore presenza nella zona marittima delle isole Natuna - area contesa tra Cina e Indonesia - con ripercussioni sulla ricerca cinese e sulle operazioni della guardia costiera in quest’area
  • Pressione commerciale: mentre alcuni osservatori delle dinamiche regionali temevano ritorsioni economiche immediate, Pechino opererà in questo senso più plausibilmente con cautela, percependo le azioni dell'Indonesia come parte di un difficile equilibrismo non allineato, e facendo in modo che Jakarta non scivoli ulteriormente nella containment policy di Washington verso la Cina nella regione Asia-Pacifico
  • Influenza economica: nonostante il riorientamento strategico degli Stati Uniti, la Cina rimane un investitore di rilievo nel settore delle infrastrutture e in altre dimensioni economiche indonesiane

Gli interessi di Washington nell’area e la nuova fase geopolitica di Jakarta tra continuità neutrale e nuove sponde geopolitiche

Tale nuova partnership, nelle parole del Segretario alla guerra Hegseth, rafforza la deterrenza regionale e promuove il comune impegno per la pace attraverso la forza, riproponendo uno dei mantra di politica estera del presidente Trump: peace through strength. Si ricordi altresì come tale accordo militare, rappresenti una nuova tappa di un cammino sinergico già precedentemente avviato tra i due Paesi, in quanto fa seguito a un importante accordo commerciale reciproco firmato nel febbraio 2026, che ha ridotto le tariffe per i beni americani e aperto i mercati indonesiani nel settore agricolo e del settore digitale alle imprese americane[2]. Il Segretario alla Difesa statunitense ha quindi affermato con toni entusiasti come il rapporto di sicurezza con Jakarta sia non solo attivo ma anche in crescita: ha sottolineato come le forze armate dei due Paesi partecipino insieme a più di 170 esercitazioni militari annualmente[3]. Affermazioni che sottolineano, come l’amministrazione Trump stia attuando un combinato disposto di diplomazia e pressioni (sia economiche che di deterrenza tramite patti di natura militare con gli Stati dell’area) nei confronti di Pechino, tramite l’estensione della propria influenza nell’area Asia-Pacifico. Toni entusiasti, ma anche una mentalità che guarda sul lungo periodo circa la cooperazione con gli Stati Uniti, si riscontrano anche nella controparte indonesiana: il già citato ministro della difesa indonesiano Sjafrie Sjamsoeddin, ha auspicato infatti che tale intesa con Washington trascenda il presente estendendosi alle prossime generazioni. L’accordo politico-militare, come accennato, era già in fase di discussione e negoziazione da tempo, all’interno degli sforzi di Jakarta di rafforzare le proprie relazioni con medie e grandi potenze statuali nello scenario globale. A febbraio, l'Indonesia ha firmato infatti anche un importante accordo di sicurezza con l'Australia: una partnership meno estesa ma non dissimile da quella siglata con l’amministrazione Trump, che impegna i Paesi a intensificare le consultazioni in materia di sicurezza e che prevede consultazioni congiunte circa le eventuali minacce emergenti nella regione.

In ogni caso, concludendo, risulta evidente come l'amministrazione Prabowo Subianto intenda mantenere una dottrina di non allineamento tipica della politica estera indonesiana - ancor di più nella realtà multipolare odierna[4] - che enfatizza un impegno di cooperazione costante con tutte le principali potenze rivali, tra le quali figurano anche Cina e Russia, come testimoniano le recenti visite e incontri del presidente indonesiano sia a Mosca che a Pechino.


[1] M. Olay, Hegseth, Indonesian Counterpart Announce Defense Partnership, U.S. Department of war, https://www.war.gov/News/News-...

[2] Fact Sheet: Trump Administration Finalizes Trade Deal with Indonesia, 19-2-2026, https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2026/02/fact-sheet-trump-administration-finalizes-trade-deal-with-indonesia/

[3] Hegseth, Indonesian Counterpart Announce Defense Partnership, 14-4-2026, https://id.usembassy.gov/hegse...

[4] La dottrina multivettoriale di Jakarta è nota come bebas dan aktif, ossia libera e attiva; libera e attiva nel suo orientamento sullo scacchiere internazionale, con l’intento di mantenere buone relazioni tra le maggiori potenze rivali, oggi in modo ancora più deciso vista la natura sempre più multipolare negli assetti di potere globale.

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