Approfondimenti

Medio Oriente: la visita di Blinken in Egitto, Israele e Cisgiordania

Il Segretario di Stato americano si è recato in visita nei giorni scorsi in Medio Oriente. Il resoconto degli incontri svolti di Anna Maria Cossiga

Vrezh Gyozalyan / Shutterstock.com

Il viaggio del Segretario di Stato americano Antony Blinken in Egitto, in Israele e in Cisgiordania era stato programmato già da qualche tempo, ma era difficile prevedere che cosa sarebbe accaduto nel frattempo.

Il programma prevedeva “consultazioni con i partner su una serie di priorità regionali e globali, tra cui l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’Iran, le relazioni israelo-palestinesi e la tutela della soluzione dei due stati, la salvaguardia dei diritti umani e dei valori democratici”[1]. A di là degli annunci ufficiali, il viaggio doveva servire anche per entrare in contatto con il nuovo governo israeliano, sulle cui politiche negli Stati Uniti iniziano a emergere elementi di inquietudine, tanto da aver inviato in Israele, come sorta di “apri strada”, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan[2].

La visita di Blinken in Israele è giunta infatti in un momento di tensioni crescenti. Il 26 gennaio, in un raid dell’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin, sono morte 9 persone, tra cui 2 civili, mentre il giorno dopo, un attentatore palestinese ha assassinato 7 persone all’uscita di una sinagoga nel quartiere di Neve Yaakov, a Gerusalemme. Una ritorsione per la morte degli “eroici miliziani”, hanno dichiarato Hamas e la Jihad Islamica. Come se non bastasse, sabato 28 un ragazzo palestinese di 13 anni -eliminato successivamente dalle forze israeliane- ha ferito gravemente due persone vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme. Le reazioni concrete di Hamas non si sono fatte attendere: un primo lancio di missili contro Israele ha avuto luogo il 27 gennaio, con risposta immediata da parte dell’aviazione israeliana.

Precedentemente Blinken era arrivato al Cairo il 29 gennaio, in un Medio Oriente dove uno dei tanti fuochi più o meno sopiti si è ravvivato. Durante l’incontro con al-Sisi, il Segretario di Stato ha discusso del partenariato strategico USA-Egitto e della cooperazione sulle sfide regionali e internazionali, tra cui la situazione in Libia e in Sud-Sudan. Non poteva mancare, anche considerata la situazione, un passaggio sulle tensioni tra israeliani e palestinesi[3]. L’Egitto, oltre ad appoggiare la soluzione dei due stati, ha fatto più volte da mediatore tra Israele e Hamas e contribuisce alla ricostruzione di Gaza; allo stesso tempo, è partner di Tel Aviv nel mantenimento del blocco di Gaza. Tiene ai rapporti con i palestinesi, ma anche con Israele e, soprattutto, con gli Stati Uniti; e tiene alla propria sicurezza e al proprio ruolo nella regione. È interessante notare che, dopo la visita di Blinken, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, nel suo incontro con l’omologo russo Sergey Lavrov, ha riferito un messaggio alla Russia da parte degli Stati Uniti[4]. Lavrov ha confermato, dichiarando che la richiesta a Mosca è di mettere fine alla guerra in Ucraina[5].

Al suo arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, nel suo primo intervento pubblico sul territorio dello stato ebraico, Blinken ha invitato israeliani e palestinesi ad evitare la violenza e le ritorsioni. Ha incontrato il presidente Isaac Herzog e il premier Binyamin Netanyahu, con cui ha riaffermato gli stretti legami tra Washington e Tel Aviv, l’impegno americano alla difesa di Israele e la condivisione dei valori tra i due paesi. Fin qui, non ci sarebbe niente di nuovo, ma è proprio sulla questione della condivisione dei valori che Blinken ha fatto alcune integrazioni significative. In una sorta di “ripasso” sul significato di “democrazia”, il Segretario di Stato ha infatti specificato che tra quei valori c’è “il supporto ai principi fondamentali della democrazia e alle sue istituzioni, un’amministrazione della giustizia equanime per tutti, i diritti delle minoranze, lo stato di diritto, una stampa libera, una società civile forte”[6]. Non è difficile cogliere il riferimento ad alcune delle possibili modifiche alle leggi israeliane previste da qualche membro del governo Netanyahu, tra cui la riforma del sistema giudiziario e il timore che alcune nuove norme possano ledere i diritti delle minoranze.

Nella conferenza stampa alla fine della sua visita, Blinken ha chiarito che gli Stati Uniti sostengono la soluzione dei due stati e che, per questo, sono anche contrari all’espansione degli insediamenti, a mosse che conducano all’annessione, alle demolizioni e agli sfratti. Inoltre, non vogliono cambiamenti nello status quo dei luoghi santi[7].

Le dichiarazioni avranno probabilmente fatto piacere ai palestinesi anche se, nella visita a Ramallah, il Segretario di Stato statunitense ha chiarito che l’ANP deve riprendere la collaborazione per la sicurezza con Israele, interrotta dopo l’uccisione dei 9 palestinesi a Jenin. Da notare che Blinken, in relazione all’accaduto, ha fatto le condoglianze alle famiglie dei civili deceduti.

È probabile che le parole del Segretario di Stato non abbiano fatto piacere a Netanyahu né a molti esponenti del suo governo. Gli Stati Uniti, sin dall’insediamento del nuovo esecutivo, hanno dichiarato che lo avrebbero giudicato dalle politiche messe in atto e non dalle persone che ne fanno parte. Forse qualcuna di queste politiche, per ora soltanto proposte, destano preoccupazione a Washington. Non è la prima volta che negli USA si rimprovera Israele per alcune delle sue attività in Cisgiordania e sembra improbabile che i rapporti tra i due paesi possano deteriorarsi gravemente a causa di nuove leggi. La preoccupazione maggiore, in questo momento, sembra quella di evitare un’escalation in Cisgiordania e a Gaza. Blinken lascerà in Israele due alti funzionari della Segreteria di Stato per facilitare la diminuzione delle tensioni. Intanto, dopo un secondo lancio di razzi da Gaza, l’aviazione israeliana ha colpito due siti di Hamas, uno per lo stoccaggio di materiale chimico, l’altro per la costruzione di armi[8]. C’è da sperare che la situazione nella Striscia non degeneri in un nuovo conflitto, come tutti gli attori sulla scena temono.


[1]https://www.state.gov/secretary-blinkens-travel-to-egypt-israel-and-the-west-bank/

[2] https://www.ynetnews.com/article/bkvwxnlji

[3] https://www.state.gov/secretary-blinkens-meeting-with-egyptian-president-el-sisi-2/

[4] https://www.al-monitor.com/originals/2023/01/egypts-shoukry-holds-talks-lavrov-russia-day-after-meeting-blinken

[5] https://tass.com/politics/1569463

[6] https://www.haaretz.com/israel-news/2023-01-30/ty-article/.premium/u-s-and-israel-ties-to-remain-iron-clad-blinken-says-in-joint-statement-with-netanyahu/00000186-034b-dba9-a9d6-47fb5a560000

[7] https://www.haaretz.com/us-news/2023-01-31/ty-article/.premium/u-s-opposes-settlement-expansion-annexation-blinken-says-in-west-bank/00000186-0868-d6d4-a5f6-ec786ef60000.

[8] https://www.timesofisrael.com/idf-launches-retaliatory-airstrikes-in-gaza-rocket-sirens-sound-in-sderot/

Approfondimenti

Israele rimanda l’attacco a Rafah, da dove passa il dilemma sugli equilibri regionali

L’ultima roccaforte di Hamas è anche un luogo di rifugio per oltre un milione di palestinesi. Netanyahu rimanda l’attacco: da esso dipendono equilibri che coinvolgo l’intera regione. Ecco il dilemma israeliano. Il punto di Daniele Ruvinetti

Leggi l'approfondimento
Approfondimenti

Il Nepal tra India e Giappone

Si rafforzano i legami con Tokyo, mentre crescono le tensioni con Nuova Delhi. Il punto di Guido Bolaffi

Leggi l'approfondimento
Approfondimenti

I settantacinque anni della NATO e la sfida della sicurezza nel Mediterraneo

La NATO compie 75 anni, ma il nuovo contesto internazionale e le sfide alla sicurezza euro-atlantica pongono nuove sfide per l’Alleanza. L’articolo di Enrico Casini, pubblicato su Il Giornale venerdì 19 aprile 2024.

Leggi l'approfondimento