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Pakistan, la SCO e la ricerca di autonomia strategica

La presidenza dell’Organizzazione per il 2026-27 offre a Islamabad una piattaforma per rafforzare il proprio ruolo in Eurasia, diversificare le partnership e promuovere connettività e cooperazione economica.

L’assunzione da parte del Pakistan della presidenza della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) per il 2026-27 offre a Islamabad un’occasione per rafforzare il proprio profilo diplomatico in Eurasia. La leadership dell’organizzazione consente infatti al Pakistan di promuovere le proprie priorità in materia di connettività, cooperazione economica e sicurezza regionale, ampliando i canali di interlocuzione con Cina, Russia e Asia centrale e mantenendo al tempo stesso un contatto istituzionale con l’India. Più in generale, la presidenza della SCO conferma il ruolo del multilateralismo nella strategia pakistana di diversificazione delle relazioni esterne e di adattamento a un ordine internazionale sempre più multipolare.

Il multilateralismo costituisce da tempo uno degli strumenti attraverso cui Islamabad cerca di compensare i limiti della propria capacità di influenza individuale. La partecipazione all’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), alla South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC) e all’Economic Cooperation Organization (ECO) riflette questa impostazione. Oggi tale approccio assume particolare rilevanza perché il Pakistan deve gestire contemporaneamente la storica relazione con gli Stati Uniti, la partnership strategica con la Cina, il rafforzamento dei rapporti con la Russia e l’intensificazione dei rapporti con le repubbliche dell’Asia centrale. Ne emerge una politica estera fondata sulla diversificazione più che sull’allineamento esclusivo a una singola potenza.

È proprio in questa prospettiva che la SCO assume un valore strategico. Membro a pieno titolo dal 2017, il Pakistan si trova all’interno di una piattaforma che riunisce alcune delle principali potenze e realtà dell’Eurasia. La presidenza consente a Islamabad di contribuire maggiormente alla definizione dell’agenda regionale, con particolare attenzione alla connettività, all’innovazione e alla cooperazione economica. Il motto scelto per il 2026-27, “Turning Vision into Action: Connectivity, Innovation and Shared Prosperity”, riflette interessi direttamente collegati alla strategia pakistana: rafforzare i collegamenti commerciali con l’Asia centrale, attrarre investimenti e utilizzare infrastrutture come il China-Pakistan Economic Corridor (CPEC) per inserirsi più profondamente nelle reti economiche eurasiatiche.

La SCO offre inoltre un contesto nel quale mantenere aperti canali di dialogo con l’India, nonostante il forte deterioramento dei rapporti bilaterali. La crisi indo-pakistana ha di fatto paralizzato la SAARC, mentre il formato della SCO permette ai due Paesi di continuare a incontrarsi su questioni quali terrorismo, Afghanistan, sicurezza regionale e connettività. La dimensione multilaterale non elimina tuttavia la rivalità strategica tra Islamabad e Delhi.

Un ulteriore elemento della strategia di flessibilità diplomatica è rappresentato dal ruolo assunto da Islamabad nella mediazione tra Stati Uniti e Iran e dal rafforzamento dei rapporti di sicurezza con Arabia Saudita e Turchia. Nel 2026 il Pakistan ha facilitato diversi passaggi del negoziato tra Washington e Teheran, mentre il Makkah Joint Defence Agreement, firmato con Riyadh e Ankara nell’agosto 2026, ha istituzionalizzato una cooperazione più stretta in materia di sicurezza e deterrenza. Per Islamabad, questi sviluppi rappresentano ulteriori strumenti di diversificazione delle partnership e mostrano il tentativo di ampliare il proprio margine di manovra mantenendo simultaneamente rapporti con attori e blocchi differenti. Più che indicare un nuovo allineamento strategico, essi confermano quindi una politica estera orientata alla flessibilità e alla ricerca di autonomia relativa.

La ricerca di una maggiore integrazione eurasiatica deve però confrontarsi con il deterioramento dei rapporti con l’Afghanistan. La possibilità di trasformare il Pakistan in un corridoio tra il Mar Arabico e l’Asia centrale dipende infatti dalla stabilità del territorio afghano. Le tensioni lungo il confine, le accuse pakistane relative alla presenza del TTP in Afghanistan e i conseguenti episodi di violenza hanno trasformato il confine occidentale in una crescente fonte di insicurezza. L’Afghanistan rappresenta così una contraddizione centrale per Islamabad: è indispensabile alla strategia di connettività verso l’Asia centrale, ma costituisce al tempo stesso uno dei principali ostacoli alla sua realizzazione.

La presidenza della SCO va quindi letta non tanto come espressione di una piena autonomia strategica, quanto come strumento attraverso cui il Pakistan cerca di ampliare il proprio spazio di manovra. La diversificazione delle partnership, la diplomazia multilaterale e la valorizzazione della propria posizione geografica consentono a Islamabad di mantenere relazioni con attori diversi e di accrescere il proprio peso negoziale. Il successo della presidenza dipenderà pertanto meno dalla capacità di produrre decisioni vincolanti che dalla possibilità di utilizzare l’incarico per consolidare il proprio posizionamento in un’Eurasia sempre più competitiva e frammentata.

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