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India: report di giugno 2024

Il mese di giugno si è aperto in India con la pubblicazione dei risultati delle elezioni del nuovo Lokh Saba, la Camera Bassa (o Casa del Popolo). Il processo elettorale, durato un mese e mezzo, ha portato alle urne quasi un miliardo di cittadini per eleggere i 543 membri del Parlamento.

Due sono stati i maggiori schieramenti concorrenti: quello denominato National Democratic Alliance (NDA), alleanza tra il partito maggiore Bharatya Janata Party e vari partiti regionali, e l’Indian National Developmental Inclusive Alliance (INDIA), che ha raggruppato quasi tutti i partiti di opposizione, perlopiù di centro-sinistra/sinistra (tra essi 3 partiti nazionali, l’Indian National Congress, l’Aam Aadmi Party e il Communist Party of India, oltre a 20 partiti espressione dei vari stati).

I risultati del voto hanno confermato la vittoria dell’alleanza di governo, che ha ottenuto 293 seggi. IL BJP, partito egemone della coalizione, è uscito sì vittorioso dal confronto elettorale, ma non ha raggiunto in autonomia la maggioranza relativa dei seggi, e ha quindi bisogno, per la prima volta in 10 anni, dei deputati dei partiti alleati per governare.

Il nuovo governo si è insediato nei giorni immediatamente successivi allo spoglio, confermando la maggior parte dei ministri, soprattutto quelli nelle posizioni chiave (Interni, Esteri, Difesa, Finanze, Commercio). Al giuramento sono stati invitati, e hanno partecipato, i capi di Stato e di Governo dei paesi limitrofi (con l’ovvia eccezione del Pakistan), a conferma della politica di “Neighborhood First” della politica estera indiana. Strategia testimoniata anche dal fatto che la prima visita di stato in India dopo l’insediamento del nuovo governo Modi è stata effettuata, il 21 e 22 giugno, dal primo ministro del Bangladesh, Sheikh Asina.

La prima visita all’estero del primo ministro Narendra Modi è stata la partecipazione, il 13 e il 14 giugno, al G7 Outreach Summit di Borgo Egnazia, su invito del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. Tra gli incontri bilaterali, significativi quelli con il Presidente Meloni, e con i leader di Francia, Gran Bretagna, Giappone e Ucraina. Nel corso del summit, Modi ha discusso tra l’altro di AI, e ha rinnovato il suo impegno per dare priorità al Global South e all’Africa in particolare, ricordando che nel corso della presidenza indiana l’Unione Africana è diventata membro permanente del G20.

Nell’incontro con Giorgia Meloni, Modi ha enfatizzato i rapporti tra Italia e India nel quadro del Partenariato Strategico. Entrambi hanno auspicato lo sviluppo di collaborazioni sui temi quali energia pulita, manifattura, spazio, scienza e tecnologia, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e minerali critici. Ulteriori approfondimenti sono stati fatti in tema di difesa e sicurezza ed è stato espresso il desiderio di rafforzare la collaborazione nel campo dell’industria della difesa.

Sul fronte interno, nel corso del mese è stato approvato il progetto del porto di Vadhavan, un’imponente infrastruttura sul Mare Arabico, nel nord dello Stato del Maharashtra, che sarà costruita in due fasi e dovrebbe essere terminato nel 2039. Il porto riveste un duplice interesse per gli Indiani: fungerà da principale snodo per l’India Middle-East Europe Economic Corridor (IMEC) e sarà fondamentale per l’International North South Transport Corridor (INSTC), promuovendo il movimento delle merci verso il porto di Chabahar in Iran (gestito dall’India a seguito dell’accordo firmato lo scorso maggio), che ha una valenza strategica essendo un’arteria vitale per il traffico commerciale verso l’Afghanistan, l’Asia Centrale, la Russia e l’Europa.

Sul versante della politica interna, va sottolineata la nomina a capo dell’opposizione di Rahul Gandhi, erede della dinastia Nehru-Gandhi. Tale ruolo viene riconosciuto solo al partito che abbia raggiunto il 10% dei deputati, situazione che non si era verificata nei 10 anni passati.

Scarica il report di giugno 2024

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