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Alleanza Emirati Arabi-India: difesa al centro

L'articolo di Eleonora Ardemagni

Il 19 gennaio scorso, Emirati Arabi Uniti (EAU) e India hanno siglato una lettera di intenti che trasforma la difesa nel motore strategico della cooperazione fra le due potenze. La visita di stato del presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan a New Delhi, per incontrare il premier indiano Narendra Modi, è durata soltanto tre ore ma ha delineato i contorni che la cooperazione tra Abu Dhabi e New Delhi assumerà con la formalizzazione della Partnership Strategica di Difesa. Ovvero un’alleanza transregionale in cui la difesa è sintesi e insieme moltiplicatore di tre altre dimensioni: industriale, tecnologica e di connettività. Come nella visione degli Emirati Arabi. Questo salto di qualità strategico enfatizza quanto Abu Dhabi e New Delhi condividano interessi, percezioni e persino valori, non soltanto nei rispettivi vicinati ma anche sul piano globale, come i più ´atlantici` fra i membri dei BRICS.

La firma dell’intesa è avvenuta mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi attraversano una fase complicata nei rapporti bilaterali, in cui i disaccordi ´fanno più rumore` degli interessi comuni, soprattutto nella regione del Mar Rosso. Alcuni osservatori hanno pertanto ricondotto l’annuncio emiratino-indiano alla volontà di Abu Dhabi di rispondere, con i fatti, alle alleanze formali e informali che i sauditi stanno tessendo fra Medio Oriente, Africa e Asia (Turchia, Egitto, Pakistan), per avanzare i propri obiettivi geopolitici e contrastare quelli degli alleati-competitor di Abu Dhabi.

Sebbene l’accordo Emirati-India ben smentisca la narrazione di un presunto isolamento emiratino, la Partnership Strategica di Difesa fra le due potenze ha però un respiro politico molto più ampio –e un orizzonte temporale assai più lungo- delle contingenze. In più, pur non contenendo riferimenti alla mutua difesa, la Partnership ha un significato strategico sovrapponibile al recente patto siglato da Arabia Saudita e Pakistan, rivelando perciò una visione comune tra Abu Dhabi e Riyadh in tema di sicurezza del Golfo.

Difesa come sintesi di industria, innovazione e capacità: contenuti e contesto della Partnership Strategica

Nella lettera di intenti per la formalizzazione della Partnership Strategica di Difesa, Emirati Arabi e India si focalizzano su due filoni-chiave di cooperazione: industria della difesa, nonché innovazione e tecnologie avanzate applicate alla difesa. La Partnership si sofferma altresì sul potenziamento della cooperazione per cybersecurity e contrasto al terrorismo, nonché sull’addestramento e l’educazione militare, con la possibilità di sessioni di addestramento congiunto tra le Forze Speciali.

Poco prima dell’annuncio, la cooperazione fra emiratini e indiani aveva già subito un’accelerazione. Il Joint Defense Cooperation Committee fra i due paesi, riunitosi nella capitale indiana il 30 luglio scorso, si era svolto a livello di segretari alla difesa, il più alto da quando è stato istituito: segno di un dialogo istituzionale sempre più approfondito, con l’obiettivo di trasformare la cooperazione in interoperabilità. In quell’occasione, si era inoltre svolta la seconda edizione dell’India-UAE Defence Industry Cooperation Forum, con l’obiettivo di espandere la collaborazione bilaterale tra produttori del comparto difesa e “allineare” le capacità in ambito di produzione, mantenimento riparazione e revisione (MRO) e aerospazio.

In concreto, Emirati Arabi e India hanno industrie nazionali della difesa in rapida espansione, pur rimanendo dipendenti dall’import militare. Abu Dhabi e New Delhi, che hanno siglato un Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA) nel 2022, stanno massicciamente investendo in Intelligenza Artificiale (AI) e nuove tecnologie, nonché nell’acquisizione di minerali critici: lo sviluppo delle industrie nazionali della difesa ha bisogno proprio di minerali e di tecnologie per garantire autonomia industriale e competitività sul mercato. Per Emirati Arabi e India, il fattore marittimo e la proiezione commerciale giocano poi un ruolo centrale nella costruzione delle rispettive politiche estere e di difesa. Da qui, l’accento comune sulla connettività, con Abu Dhabi che persegue la realizzazione della post-oil “Vision” e New Delhi che continua nel percorso di “Look West” policy.

Negli anni, la partnership tra Emirati Arabi e India si è consolidata anche grazie alla partecipazione a format e iniziative multilaterali, sostenute dagli Stati Uniti, che hanno ulteriormente contribuito ad amalgamare e in parte a integrare la prospettiva strategica delle due potenze. Infatti, emiratini e indiani sono membri del West Asian Quad/I2U2 (dal 2021, con Stati Uniti e Israele), nonché della Trilateral Cooperation Initiative con la Francia (dal 2023); rappresentano la ´colonna portante` del progetto IMEC, il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (dal 2023); sono stati designati major defense partners da Washington (New Delhi dal 2016, Abu Dhabi dal 2024) per una “cooperazione militare senza precedenti” con gli Stati Uniti e hanno aderito alla Pax Silica americana per l’approvvigionamento di minerali e metalli per l’AI (dal 2026).

Oltre agli Stati Uniti, le due potenze condividono relazioni in crescita con gli stessi alleati: Israele e l’Unione Europea. Gli Emirati Arabi, firmatari degli Accordi di Abramo dal 2020, e l’India hanno rapporti bilaterali proficui con Israele e stanno rafforzando la cooperazione con l’Unione Europea: nel 2025, Abu Dhabi e Bruxelles hanno avviato colloqui per la creazione di un’area di libero scambio, istituita fra India e Unione Europea a inizio 2026.

L’alleanza di difesa Emirati-India e il Golfo: una Partnership complementare, non rivale, al patto Arabia Saudita-Pakistan

Con il consolidamento della partnership di difesa tra Emirati Arabi e India, emergono due questioni, nonché interrogativi, di fondo: il coinvolgimento militare nei rispettivi teatri regionali e l’equilibrio tra il binomio emiratino-indiano e gli altri patti di difesa esistenti nel Golfo.

Per quanto fin qui dichiarato, l’accordo tra Abu Dhabi e New Delhi non implicherà, sebbene sia stretto, la mutua difesa. Il governo indiano ha già sottolineato che la Partnership con gli Emirati Arabi non comporterà il “coinvolgimento” da parte indiana nei conflitti mediorientali. E lo stesso si può dunque dire degli Emirati Arabi, visto il recente conflitto tra India e Pakistan.

L’intesa tra emiratini e indiani viene annunciata pochi mesi dopo la firma del patto di mutua difesa tra Arabia Saudita e Pakistan. Un accordo che, nelle intenzioni di Riyadh, ha soprattutto una funzione di deterrenza nei confronti dell’Iran nonché di contenimento di Israele, data l’estrema assertività militare dell’attuale governo di Tel Aviv che ha colpito persino a Doha, Qatar, dunque nel cuore del Golfo.

La partnership Emirati Arabi-India e il patto Arabia Saudita-Pakistan sono il risultato -diverso e solo in apparenza distinto- di un medesimo ragionamento sulla sicurezza del Golfo. Per Abu Dhabi così come per Riyadh, queste intese di difesa sono necessarie poiché gli Stati Uniti sono l’attore di sicurezza dominante, ma non più ´esclusivo` del Golfo e -come emerge peraltro dalla Strategia di Sicurezza Nazionale americana del 2025- perché Washington si attende sempre più che siano le monarchie stesse a provvedere alla stabilità del Golfo e del Medio Oriente.

La garanzia esterna americana, meno salda che in passato, richiede dunque, agli occhi di Abu Dhabi e Riyadh, intese complementari per accrescere sicurezza e deterrenza nel Golfo. Da questa prospettiva, l’accordo Emirati-India e il patto Arabia-Pakistan appaiono pertanto due intese complementari -e non rivali- poiché rientrano in una strategia di difesa multi-allineata condivisa da tutte le monarchie del Golfo, a cominciare da Emirati Arabi e Arabia Saudita.

In questo contesto, la Partnership Strategica di Difesa che Emirati Arabi e India stanno costruendo trasforma la difesa nel catalizzatore degli investimenti bilaterali, dall’industria, all’AI e alle tecnologie avanzate. Una scelta che rafforzerà la profondità della cooperazione bilaterale e, insieme, la comune ´lettura geopolitica` del mondo.

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