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Il Nepal tra India e Giappone

Si rafforzano i legami con Tokyo, mentre crescono le tensioni con Nuova Delhi. Il punto di Guido Bolaffi

In Nepal la politica sembra quella del tempo che fu. A partire dai nomi dei due maggiori partiti di governo: i Maoisti di Centro (CNP), del Primo Ministro Dahal Prachanda ed i Communist- Unified Marxist-Leninist (CPN-UML), dell’ex Premier Sharma Oli. E dalla doppiezza diplomatica, di stampo premoderno, mostrata dai suoi governanti in occasione della visita di Stato nel loro paese del Ministro degli Esteri del Giappone, signora Kamikawa Yoko. Infatti, mentre con lei discutevano di cooperazione economica e di aiuti allo sviluppo decidevano, senza però farne menzione all’ospite del Sol Levante, di attaccare l’India, suo alleato nello schieramento anticinese del QUAD, annunciando l’annessione di un’area dell’Uttarakhand indiano.

E che le cose siano andate così lo dimostra la cronaca degli avvenimenti a partire da domenica 5 maggio. Giorno in cui, raccontava 24 ore dopo un lungo resoconto in prima pagina di The Kathamandu Post:To mark 70 years of bilateral ties Japan Foreign Minister visited Nepal and had talks with President Ramchandra Paudel, Prime Minister Dahal and Deputy Prime Minister and Minister for Foreign Affairs Kaji Shrestha. She brought up the changing geopolitics of Asia while assuring Japanese support to Nepal as it graduates from a least developed country (LDCs) in 2026 [...] The matters discussed between the two sides included the transfer of experience, knowledge, skill and technology to such sectors of nepal industrial development, agriculture etc. Nepal also hopes to receive Japanese assistance in building road tunnels''.

Ma erano passate solo poche ore dalla conclusione del vertice nippo-nepalese e dal momento che il Ministro giapponese aveva lasciato l'aeroporto di Kathmandu che: “Nepal’s cabinet decided to put a map on its Rs 100 currency note showing certain areas administered by India in Uttarakhand as part of its territory [...] The territory dispute is about a 372-sq-km area that include Limpiadhura, Lipulekh and Kalapani at the India-Nepal-Cina trijunction in Uttarakhand’s Pithoragarh district”

Una decisione di tal fatta, spiegva Yabarai Ghimire nell’articolo di Indian Express History of India and Nepal’s border issue, oltre ad innervosire il governo di Delhi “Has met with scepticism and criticism in Nepal [...] The economic advisor to Nepal’s President Chiranjibi Nepal, who is also the former governor of Nepal’s central bank, resigned after he criticised his government’s decision to issue currency notes that depict the country’s new map with areas in India”.

Inoltre lo stesso Chiranjibi Nepal, una volta di pubblico dominio la notizia delle dimissioni, spiegando le motivazioni della sua decisione alla stampa aveva detto: “ I oppose the move as a former Governor of the Rastra Bank soon after the government’s decision to put the map on the notes on May 4[...] Nepal being in dispute with India over certain parts of territory is one thing, but printing in the currency a map that is different from what the international bodies, including two neighbors, have recognised is unwise” .

Confermando, sia pur indirettamente, che i governanti di Kathmandu nell’incontro di Stato del 5 maggio con il ministro Kamikawa Yoko, pur sollecitando i “fraterni” aiuti del governo di Tokyo, l’avevano però tenuta all’oscuro di aver già dato l’ok al si stampi della banconota che avrebbe provocato tensioni con l’alleato di Delhi.

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