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Il ritorno della Dottrina Monroe passa anche dall’Ecuador

Nel tentativo statunitense di ristabilire gli equilibri in tutto l’emisfero occidentale, il corollario Trump della secolare dottrina Monroe passa anche per l’Ecuador nel quadro della lotta al narcotraffico. Le parole di Hegseth circa le nuove modalità di intervento congiunto con gli Stati latino-americani nel solco di James Monroe

Le parole del Segretario alla Guerra Hegseth alla Americas Counter Cartel Conference

Il cinque marzo scorso, durante la conferenza denominata Americas Counter Cartel Conference, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha tracciato la linea operativa - a tratti una sorta di manifesto - che Washington intende implementare nella lotta al narcotraffico a fianco dei vari Paesi dell’America Latina che richiedano l’assistenza degli Stati Uniti nella guerra ai cartelli. Di interesse la denominazione usata dallo stesso Hegseth circa la natura della conferenza: hemispheric defense conference. Tale formula, appare significativa per comprendere l’orientamento della Casa Bianca circa la macro questione regionale della dilagante violenza dei cartelli della droga e delle svariate dimensioni criminali ad essa connesse: un orientamento che inoltre si somma e si lega a doppio filo al ritorno della storica Dottrina Monroe, sovente lumeggiata da chi scrive per le pagine di Med-Or. Una dottrina che, per forza di cose, accompagnerà ogni analisi circa la nuova proiezione di potenza statunitense nell’emisfero americano - occidentale.

Vale la pena riportare alcune dichiarazioni prodotte durante la conferenza da parte di Pete Hegseth, improntate a una volontà di rinforzare l’idea di un destino comune e di una sempre più forte integrazione continentale tramite alleanze (e allineamenti) tra i vari Stati dell’America meridionale e l’amministrazione Trump: I'm honored to be the first Secretary of War to lead a hemispheric defense conference like this in more than 30 years. This conference is about you. This conference is about us. This conference is not called the America 'apostrophe S' -- America's Counter Cartel Conference. It's the Americas Counter Cartel Conference. This is about what we together can do. Il Segretario alla Guerra, ha poi posto l’accento circa la dimensione storica dell’interventismo USA nell’emisfero latino-americano, ponendo in evidenza il concetto di nazioni che hanno condotto battaglie simili per l’indipendenza dal controllo europeo, citando anche lo stesso presidente Monroe, con le seguenti parole: […] it's been more than 200 years since our nations struggled for independence from foreign rule […] President Monroe declared, "we should consider any attempt on malign countries to extend their system to any portion of this hemisphere as dangerous to our peace and safety." It was the Monroe Doctrine of 1823. And today, some 200 years later, we still marvel at the wisdom of President Monroe's declaration. We, like you, want borders and sovereign territories that are secure. We want unfettered access to key terrain and trade so that our nations can industrialize. And we want to prevent external powers from threatening our peace and independence in our shared neighborhood. This is the essence of the Monroe Doctrine. No external power will interfere in this hemisphere[1].

Solo pochi mesi prima, il 3 gennaio, l'amministrazione Trump aveva usato con successo lo strumento militare – sebbene in modo unilaterale, arrecando un ulteriore colpo ai principi di diritto internazionale, ormai globalmente bistrattato - per rimuovere dal potere l’autocrate Nicolás Maduro Venezuela. Nelle scorse settimane la diplomazia coercitiva di Washington si è spostata verso Cuba, con un combinato disposto di contatti diplomatici e pressione economica e sanzionatoria[2].

L’insieme delle parole e delle azioni sin qui riassunte, dimostrano che in base al Corollario Trump della Dottrina Monroe, come delineato dall’ultima National Security Strategy, la squadra del presidente vuole un cambio di livello nell’affrontare le varie sfide securitarie nell’emisfero americano, passando all'azione cinetica in diverse aree dell’America Latina[3].

Le nuove modalità d’intervento degli Stati Uniti in America Latina contro i gruppi armati del narcotraffico

Oltre alla conduzione di operazioni militari contro la criminalità organizzata congiunte con il personale delle forze militari locali, l'amministrazione ha lasciato intendere di poter schierare personale statunitense in prima linea o nelle immediate vicinanze della stessa, con anche l’eventualità di partecipare (in)direttamente alle ostilità. Varie testate giornalistiche hanno riportato che nei dialoghi tra Trump e la presidente del Mexico Sheinbaum, viene sovente auspicato lo schieramento di truppe statunitensi (sia forze speciali che personale dei servizi segreti) a fianco dell’esercito messicano nelle operazioni contro i cartelli e anche, più specificamente, contro i laboratori di produzione della sostanza stupefacente Fentanil, che rappresenta una grave piaga sociale diffusa in varie città degli Stati Uniti.

Joint Targeting: l’inclusione dell’Ecuador nella lotta al narcoterrorismo

C’è una nazione, l’Ecuador, che in questo processo di ristrutturazione della sfera d’influenza americana nell’emisfero occidentale, ha già permesso questa sinergia sul campo, tra le proprie forze armate e quelle degli Stati Uniti, concretizzando dunque ciò che Trump ha sollecitato accadesse nel Messico della presidente Sheinbaum. In Ecuador, il presidente Daniel Noboa ha ottenuto l'intervento di soldati ed esperti consiglieri statunitensi a supporto delle forze armate ecuadoriane nella lotta contro i cartelli del narcotraffico che, anche in Ecuador, hanno preso in modo preoccupante sempre più spazio. Data la situazione del Paese sempre più grave sul piano della stabilità, già nel settembre del 2025, lo U.S. State Department aveva aggiunto le due maggiori organizzazioni criminali dell'Ecuador - Los Choneros e Los Lobos - alla lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere (Foreign Terrorist Organizations, FTOs, insieme all’altra lista Specially Designated Global Terrorist (SDGT). Una lista, quella delle FTOs, ove sono stati aggiunti sempre più gruppi armati violenti latinoamericani, passando da quattro a diciannove, con l’inserimento anche del gruppo brasiliano Tren de Aragua che, sebbene originatosi nelle carceri del Venezuela, si è radicato in alcune zone del Brasile ed è operativo in un più largo fronte transnazionale, e del quale torneremo a parlare in futuro.

Il potere statunitense si sta dunque spostando verso operazioni di joint targeting (bersagliamento congiunto): operazioni sinergiche nelle quali l'esperienza e la tecnica statunitense sostiene e consiglia le forze speciali locali, in questo caso ecuadoriane, in vari raid contro installazioni del narcoterrorismo nel Paese sudamericano. Ed è quello che è occorso negli ultimi mesi in supporto alle forze di Quito: addestramento, supporto di intelligence e pianificazioni delle operazioni mirate contro le basi dei cartelli. Su aspettative, risultati e andamento delle operazioni congiunte in Ecuador come in altri Stati del continente americano, torneremo presto quando sarà possibile trarre un bilancio, tramite il test of time, circa i risultati reali di tali operazioni politico-militari congiunte.


[1] Remarks by Secretary of War Pete Hegseth at the Americas Counter Cartel Conference (As Delivered), U.S. Departmente of War, https://www.war.gov/News/Speec...

[2] G. Cella, La crisi di Cuba, Trump e la Dottrina Monroe, Med-Or, https://www.med-or.org/news/la...

[3] G. Staglianò, Absolute Resolve e l’evoluzione dell’impiego offensivo del cyber power statunitense, Geopolitica.info,

https://geopolitica.info/absol...

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