Il summit NATO di Ankara: i punti salienti diplomatici e geopolitici
Il ruolo di Erdogan e la sintonia con gli Stati Uniti, il protagonismo di Trump tra critiche all’Europa e nuovi piani di guerra all’Iran. L’ostilità tra Israele e la Turchia sullo sfondo, la questione della Groenlandia, l’aumento delle spese per la difesa NATO e il sostegno all'Ucraina
La conferenza di due giorni si è svolta in un momento storico delicato per l'Alleanza Atlantica, a seguito dei tre mesi di conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, degli attacchi verbali del presidente degli Stati Uniti verso gli alleati europei e con la crisi russo-ucraina che prosegue incessante sullo sfondo. Le due questioni sono in realtà strettamente legate, in quanto i dissidi con i partner europei derivano dalle differenti prospettive sul conflitto in Iran: conflitto la cui probabile prosecuzione incombeva sul vertice di Ankara. Sempre sullo sfondo del summit, aleggiavano varie tensioni geopolitiche mediorientali, per ora solo diplomatiche, tra Ankara e Tel Aviv. Le tensioni non si fermano però al Medioriente, come dimostra la già citata crisi in Ucraina, in quanto si è registrato altresì il ritorno della questione della Groenlandia, ripresa in questa occasione dal presidente statunitense. Quest’ultimo, dal canto suo, ha salutato il vertice come un grande successo, contraddistinto da una straordinaria unità, mentre il presidente del Paese ospitante Recep Tayyip Erdogan, in una evidente sintonia personale con Trump, ha definito gli incontri storici.
Vediamo ora singolarmente ciascuna delle questioni più di rilievo sul piano diplomatico e di politica internazionale trattate nella capitale turca:
- Come accennato, la fragilità del cessate il fuoco e la plausibile ripresa delle ostilità con l’Iran aleggiava sul vertice prima ancora che Trump lo confermasse ai media durante il vertice, affermando come per lui il MoU (Memorandum of Understanding, o Islamabad Memorandum) siglato il 17 giugno con le autorità iraniane, fosse ormai lettera morta. Come ulteriore conferma di tale tendenza, nei giorni successivi al summit, si sono registrate nuove operazioni militari americane nello Stretto di Hormuz
- Circa la centrale questione delle spese per la difesa dei Paesi membri della NATO - centrale sia in ambito di politica estera che domestica per gli Stati membri - si riportano di seguito le parole ottimistiche e indirizzate all’unità dell’Alleanza del Segretario Generale della NATO Mark Rutte, che danno l’idea della volontà di trovare una difesa euro-atlantica più forte, e più equa, sul piano finanziario: “Dal punto di vista degli Stati Uniti, avremo alleati europei molto più capaci di collaborare con gli USA in seno alla NATO per garantire la sicurezza di un miliardo di persone”[1]. Sotto la progressiva pressione dell’Amministrazione Trump infatti, e nonostante le continue critiche, i rappresentanti dei Paesi membri della NATO hanno concordato l’aumento per le spese relative alla difesa e per lo sviluppo di capacità militari-industriali, inclusi settori strategici di difesa missilistica e aerea, maggiore interoperabilità transatlantica e l’adozione di modelli di intelligenza artificiale comune
- Una parte considerevole della dichiarazione del summit di Ankara (The Ankara Summit Declaration[2]), è stata dedicata al conflitto in Ucraina: l’impegno è quello di fornire 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare e in assistenza a Kiev, dichiarando altresì di mantenere tali livelli lungo tutto il 2027. Oltre all’impegno più generale e di principio circa l’incrollabile impegno a sostegno di Kiev, si è altresì registrato un clima di cordialità tra Trump e Zelensky. Sempre nel solco dell’altalenante rapporto personale tra questi due protagonisti della politica internazionale, si segnala la luce verde concessa dal presidente statunitense a Kiev per una licenza nazionale per la produzione di sistemi missilistici Patriot: uno sviluppo che, se concretizzato, garantirebbe un notevole vantaggio militare per Kiev. Tutte mosse che, nelle parole del leader ucraino, avvicineranno una soluzione pacifica del conflitto
- Il rapporto con la Turchia di Erdogan: il presidente statunitense, in un’evidente sintonia con l’omologo turco, ha dichiarato che prenderà in considerazione la possibilità di consentire ad Ankara di acquistare i caccia americani F-35, nonostante il Paese possieda sistemi di difesa aerea di fabbricazione russa, per i quali gli stessi Stati Uniti sanzionarono la Turchia sei anni fa: sanzioni che ora Trump vuole rimuovere, spiegando come Ankara si sia dimostrata per vari aspetti molto più leale di altri Paesi dell’Alleanza. Tema di sensibilità strategica quello degli F-35, specie per gli attuali dissidi e tensioni geopolitiche in essere tra Turchia e Israele, come per i delicati equilibri nel Mediterraneo Orientale, Grecia - Turchia in primis.[3]Un tema sul quale torneremo.
- Last but not least, ad Ankara è riemerso anche l’incubo di Davos, ossia l’attenzione strategica sull’Artico da parte di Washington tramite la spinosa questione della Groenlandia, che fino a prima dell’inizio del conflitto in Iran, aveva costituito un tema ricorrente nell’agenda delle ambizioni e richieste strategiche del presidente statunitense. Quest’ultimo ha ribadito come la Groenlandia sia molto importante per gli Stati Uniti, mentre non lo sia per la Danimarca[4]. Come in passato, la risposta europea ha trovato una voce unitaria, quantomeno a livello di principio, circa la difesa della sovranità della Groenlandia e nello spirito di solidarietà verso Copenhagen. La complessa questione della Groenlandia costituisce evidentemente una ulteriore sfibratura dei già agitati rapporti euro-atlantici. Si notino infine le parole di Mark Rutte, il quale ha sostanzialmente sostenuto, in un assessment realista, la visione sull’Artico espressa dal presidente degli Stati Uniti, spiegando come Cina e Russia stiano accrescendo la loro influenza nella regione artica. Lo stesso Segretario Generale ha quindi chiosato con un tono improntato all’unità euro-atlantica, spiegando come la NATO debba lavorare insieme per garantire che ciò non accada.
[1] G. Torbidoni, Investment, unity, support for Kyiv: the NATO Summit draws to a close. Rutte: “The Alliance is stronger than ever”, EUnews, https://www.eunews.it/en/2026/...
[2] The Ankara Summit Declaration, https://www.nato.int/en/about-...
[3] F. Farrow, E. Murray, S. Kolinovsky, Trump says he'll consider giving Turkey F-35 jets, adds that US will lift sanctions, https://abcnews.com/Politics/t...
[4] J. Liboreiro, Trump's new Greenland threat triggers Europe's unhealed trauma, https://www.euronews.com/my-eu...